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Luigi Gaudio
7 Dicembre 2020
Stati Uniti
11 Dicembre 2020Il direttore di Tuttoscuola Giovanni Vinciguerra, il 26 novembre 2020, aprendo il convegno “La didattica universale non conosce distanza: è digitale, integrata e flessibile” ha chiesto ai partecipanti di vincere la paura, di saltare dall’insegnamento trasmissivo all’apprendimento coinvolgente.
Ha motivato il necessario e auspicato cambiamento con le periodiche rilevazioni sull’efficacia del Sistema Nazionale d’Istruzione e Formazione: “Viene da pensare che sia il modello di insegnamento prevalente a non essere più adeguato ai tempi, indipendentemente dalle modalità di fruizione” .
Si tratta d’una questione che, dal 1969, aleggia sul mondo della scuola italiana, mai presa seriamente e operativamente in considerazione, spesso elusa [in rete. “Il Miur naviga a vista].
La problematica è sempre rimasta a livello d’enunciazione, nonostante le chiare e inequivocabili norme dell’ordinamento: la finalità non è stata scomposta in obiettivi, non sono stati identificati i vincoli entro cui sarebbe dovuta essere elaborata, non sono state formulate ipotesi d’intervento e nessuna strategia è stata sviluppata.
Una carenza gestionale, generata dall’assenza della cultura sistemica.
Il campo è illuminato da alcune diapositive:
Enrico Maranzana